La Liberazione raccontata attraverso un fumetto

Uno dei periodi certamente più importanti della storia italiana è quello che ha portato a liberare il nostro Paese dal Regime fascista che lasciava ben pochi margini di azione e libertà e il cui anniversario si celebrerà proprio nei prossimi giorni. Per cercare di ricordare questo periodo in una maniera un po’ insolita e che possa permettere anche ai più giovani di avvicinarsi alla storia un gruppo di allievi dell’Accademia di Belle Arti di Genova ha realizzato una serie di tavole a .

Attraverso questo progetto si vuole quindi dimostrare che non si tratta di un’epoca e di avvenimenti ben lontani da noi, ma che possono essere rivisitati in una chiave insolita che possa permettere di capire meglio come si siano svolti i fatti. I lavori dei ragazzi sono quindi stati raccolti all’interno di un che verrà presentato sabato prossimo, 24 aprile alla libreria del Porto Antico di Genova,ma è stato arricchito anche dall’aggiunta di alcuni saggi realizzati da studiosi che possono rendere il testo adatto anche a essere inserito all’interno delle biblioteche.

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Festival Editoriale del libro del fumetto e del manga

L’Associazione Culturale Comics Club presenta il Editoriale del del e del . Dal 24 luglio al 2 agosto l’IperCoop di via , al Terminal Traghetti di Genova.Il programma prevede mostre, incontri, workshop e tantissimi altri .Tra i numerosi ospiti saranno presenti i Fratelli Origone(disegnatori di Nilus), Enzo Chiarini(autore di Le mura della Malaga) e Maria Teresa Valle di La morte(torna a settembre e La traccia del lupo).In fine saranno presenti grandi e piccole case editrici con tutte le ultime novità sul mondo dei . Illustratori e disegnatori insegnano ai bambini le tecniche del mestiere in una specifica Area Workshop.

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Cronachette di Giacomo Nanni

L’autore con le sue strisce minimali ha fatto del primo volume di un grande successo e il secondo volume sarà presto un altro grande successo. è nato nel 1971 a Rimini. Ha collaborato con Mano, Saldapress, Lo straniero, Hamelin, Glomp (Finlandia), Sai comics (Corea), Internazionale, Slowfood, Beccogiallo, Canicola, Orecchio Acerbo, Zoolibri, Rolling Stone, Cornelius (Francia). Ha pubblicato i libri “Storia di uno che andò in cerca della paura” e “” con Coconino Press. Nel 2005 ha vinto il Premio
per la Miglior Storia Breve a Lucca Comics con il racconto La più bella cosa, nel 2006 il Premio “Nuove Strade” al Napoli Comicon, nel 2008 il Premio ANAFI.
:Una gatta, in stato interessante, si aggira per le strade di una silenziosa cittadina di provincia, prima di partorire tre cuccioli. Fra questi, una piccola nera. Il tempo trascorre placido… Il secondo volume di procede a ritroso nel tempo, fino all’estate del ‘92, ai primissimi giorni di vita della Esterina, una delle protagoniste della stagione fumettistica italiana 2009.
Tratta dal sito comicus un intervista a l’ autore del ,e 2.

Ciao Giacomo e benvenuto su Comicus! Ci vuoi raccontare un po’ di te e di come sei arrivato nel mondo del ?
Ho trentotto anni. Ho pubblicato la prima storia a sulla rivista Black di Coconino Press otto anni fa. Nel frattempo ho cominciato assieme ad altri autori ad autoprodurre una rivista a chiamata Canicola, e in seguito per Coconino ho pubblicato tre libri.
Mi ero avvicinato al come “professione” già parecchi anni fa, perchè a Rimini nel 1986/87 c’era una succursale della scuola Feininger, dove mi ero iscritto perchè stava a nemmeno cento metri da casa mia, e ho seguito per qualche mese le lezioni di Daniele Brolli e diversi stage con gli insegnanti della scuola di allora, fra cui Igort, Giorgio Carpinteri, Massimo Giacon… Avevo solo 15/16 anni, ero troppo giovane, non è servito a molto sul momento. Poi ho frequentato la Scuola del di Urbino, sezione Disegno Animato. Anche questa risale a diversi anni fa ormai.
è nato sul tuo sito, sottoforma di tavole autoconclusive che pubblicavi tu stesso; all’inizio di questo progetto cos’era nella tua testa? Una sorta di “blog” del rapporto tra te e il tuo , un banco di prova dove sperimentare orizzonti del medium che in altri tipi di storie non ti era permesso fare, o che altro ancora?
Quando ho cominciato a pubblicare le prime tavole di sul blog, non avevo un’idea precisa di quello che sarebbe diventato.
“Banco di prova” forse è il termine giusto, perché mi sentivo libero di pubblicare qualunque cosa, ma mi sono subito posto anche nell’ottica di disegnare qualcosa di leggero, da leggere distrattamente, come succede spesso con i blog. Avevo precisa l’idea che ogni tavola avrebbe dovuto essere leggibile di per sé, autonomamente, in modo che se non ti eri letto quelle precedenti riuscivi comunque a coglierne il senso. Più che esplorare nuovi orizzonti, sono andato a rileggermi per esempio le vecchie comic strip americane, soprattutto quelle di avventura: dove c’era uno sviluppo nella storia, ma ogni striscia presa singolarmente era già un brevissimo racconto autoconclusivo. Se prendi le vecchie storie di Rip Kirby, o Dick Tracy è così, c’è un racconto che si sviluppa, ma ogni striscia ha una sua propria autonomia e i personaggi non si evolvono veramente. Quindi l’idea principale era di utilizzare quella concezione sulla tavola singola per disegnare una specie di autobiografia. Poi quando mi sono trovato di fronte alla possibilità di farne un ho potuto riorganizzare lo stesso materiale con altrettanta libertà, e così molte delle tavole che avevo postato sul blog per esempio, sul non sono comparse, ma ne ho disegnate molte di nuove. Più della metà del materiale del non è mai uscito sul blog.

2 è un prequel che racconta “le origini” di Esterina: il fatto che questo secondo volume abbia una narrazione più lineare è riconducibile alla necessità di raccontare questa storia, o è legato alla consapevolezza comunque che quei sarebbero stati poi raccolti in un albo?
Entrambe le cose. Ho disegnato il di getto, una tavola dopo l’altra, anzi due tavole alla volta, in modo da dare comunque un ritmo unitario all’insieme, nel senso che alla fine di ogni coppia di tavole è sempre presente una sorta di gag, anche se il racconto continua nelle pagine seguenti. Il fatto di concepirlo direttamente come mi ha permesso di inserirvi una storia un poco più articolata, con uno sviluppo e una conclusione, diversamente dal primo volume. Avevo chiaro in mente quello che sarebbe successo di pagina in pagina. Ho avuto un anno intero per pensarci, molti appunti a cui fare riferimento e soprattutto i ricordi di quel che era successo veramente, perché è autobiografico anche questo. Di conseguenza il ha assunto una forma meno frammentaria.

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