Art Spiegelman, premio Pulitzer per Maus

Il Sole 24 ORE ha pubblicato un’ intervista ad Art Spiegelman, premio Pulitzer per Maus.
Un fumetto unico,lavoro di una profonda indagine giornalistica,svolta in particolar modo
sulla shoah e sulle ragioni del nazismo.Questo un estratto dell’’intervista:
La creatività arriva a ondate.. uno dei momenti più incredibili è stato alla fine degli anni 70, quando andavo verso i 30 anni. Fino a quel momento avevo sentito questa urgenza di fare fumetti e strisce, ma avevo la sensazione di non aver fatto ancora nulla. Ma finalmente avevo visto arte di tutti i tipi e letto letteratura molto complessa e per la prima volta capii che anche facendo fumetti si potevano correre gli stessi rischi che hanno corso tanti artisti nella storia.
Oltre a questo periodo ricordo gli inizi di Raw Magazine. Eravamo un gruppo di artisti e pensavamo davvero di fare qualcosa di eccezionale e di essere eccezionali. Cosa che probabilmente all’inizio non era neppure vera. Poi però lo è diventata e ricordo un viaggio in Umbria, con Charles Burns. Ci vennero a trovare Jose Munoz e Carpinteri, poi andammo a Parigi e ricordo la sensazione di impollinazione incrociata tra le nostre idee. Fu bellissimo. Quella vacanza in Europa la disegnai, è il libro Mcsweeney sul 1983. La ricordo così bene proprio perché ho fatto quei disegni, perché in generale io ho una pessima memoria.

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Sul fumetto Italiano parla Mario Milano

Intervista a Mario Milano il disegnatore di Zona X, Nick Raider, Magico Vento e Tex in versione italiana e portoghese.:

In Italia il fumetto è considerato ancora un’arte minore. Com’è stato lavorare per la Bonelli e come giudichi la tua esperienza francese?:
“Lavorare con la Bonelli é stata un’esperienza bellissima che mi auguro di ripetere, sarebbe fantastico disegnare ancora Tex curando le inquadrature, il tratto, il personaggio… Se è vero che il fumetto viene considerato da qualcuno un’arte minore, penso che per un disegnatore di fumetti ambizioso sia assolutamente fondamentale fare tutto il possibile e contribuire affinché il fumetto diventi un’arte a tutti gli effetti, perchè il fumetto è arte! Lavorare per il mercato francese mi sta dando molte soddisfazioni e le prospettive sono ottime: ho cominciato infatti a collaborare anche con un’altra casa editrice francese, la Glénat e la storia che ho cominciato a disegnare è bellissima. Magari se vorrete mi piacerebbe in futuro darvi qualche anticipazione. “

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